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Deus absconditus, anno 105, n. 1, Gennaio-Marzo 2012, pp. 3-5

 

Benedettine di Ghiffa
2014: Anno centenario, invito alla santità!
 

Siamo liete di comunicare ai nostri cari lettori che il 2014 è, per i nostri monasteri, un anno speciale. Il 31 dicembre 1614, infatti, nasceva la nostra Madre Fondatrice, Mectilde de Bar, a Saint-Dié, in Lorena, e in quello stesso ultimo giorno dell’anno riceveva il santo Battesimo.

Come vedremo in questo numero, la Madre ha dedicato pagine particolarmente toccanti alla riflessione sul sacramento del Battesimo, in cui si compie “la consacrazione delle nostre anime alla Santissima Trinità, per opera di Gesù Cristo” [1].

La sua nascita ed il suo battesimo, la venuta alla luce e la “consacrazione della sua anima alla SS. Trinità”: tutto è avvenuto in lei in un solo giorno, in un momento solo. Vita naturale e vita cristiana, umanità e figliolanza divina, una cosa sola. Già questo è stato benedizione per lei, ne ha segnato preziosamente il cammino: ma è grazia per noi, oggi, come lo è stato nel passato per tante generazioni di monache.

2014, Anno santo per le Benedettine del SS. Sacramento, in virtù dei doni della Madre. Anno giubilare, particolarmente efficace per noi, figlie di Madre Mectilde, ma anche per tutti coloro che ci sono uniti nel Signore.

Non può passare inosservato, questo anno, e non possiamo vivere come se niente fosse. Dopo il grande dono ecclesiale dell’Anno della fede, ecco, con la grazia che ci dona la nostra Madre Mectilde, l’anno, per noi speciale, della rinnovazione della nostra fede e della nostra stessa consacrazione, preparazione immediata all’Anno della Vita Consacrata voluto, per il 2015, da Papa Francesco. Non è grazia da poco!

Non possiamo procedere, lungo il 2014, senza convertirci, senza curare meglio il nostro cammino di Spose di Cristo, senza desiderare di più la santità, in noi e attorno a noi. Santità che è poi pienezza di vita cristiana: vita di Cristo, vita in Cristo, appartenenza a Lui, legame con Lui in ogni tempo e situazione: “Vivete come Gesù Cristo perché per il battesimo vi siete rivestita di lui”[2].

Questo ha desiderato e vissuto Madre Mectilde, per sé e per le sue figlie: la santità di Gesù Cristo, il vero nostro “abito”, che è gioia concreta di ricevere e di ridonare ogni giorno la Sua vita.

Per questo, noi, Benedettine del SS. Sacramento, al termine del 2013, il 31dicembre scorso, ci siamo raccolte insieme, in ogni monastero, ai piedi di Gesù Sacramentato, adorato lungo l’ultima notte dell’anno, per chiedere, per intercessione della nostra venerata Madre Mectilde, un aumento di grazie e di forza: sul nostro Istituto, su ciascuna delle Comunità di Benedettine del SS. Sacramento sparse nel mondo, quali Cenacoli di fede e di amore per l’umanità di oggi, e su ogni singola monaca. Quindi, su tutta la Chiesa e ogni fratello e sorella che cerca senso e gioia di vivere.

Madre Mectilde, a partire dalla forza della sua nascita, dalla luce del suo battesimo, dalla grazia della sua consacrazione, in questo quarto centenario ci chiede un surplus d’amore, per tutti.

Vale la pena di tornare sui passi di Madre Mectilde, di conoscerla meglio e più da vicino.

È quanto faremo subito, già in questo numero del nostro periodico. La vita della nostra Fondatrice è stata, per suo esplicito volere, nascosta con Cristo in Dio. Ma una lampada deve ardere e fare luce, non può rimanere nascosta. Ora tocca a noi, sue figlie, diffonderla, farla conoscere ed amare, non per sua gloria, ma per la gloria del Signore, e a beneficio di tutti.

Madre Mectilde ha un messaggio di Vita importante per la Chiesa. Nostro compito è aiutare a scoprirlo e riconoscerlo. A scoprirlo a partire dalla preghiera, dall’adorazione, dal silenzio che contempla e ringrazia, dalla lettura e meditazione dei suoi scritti, dalla comprensione del suo pensiero, dalla comunicazione della sua vita, dalla comunione con il suo spirito di donna attenta a Dio e ai fratelli, di madre che ascolta e comprende, di monaca che guarda avanti, nella speranza.

Non è troppo un anno per riscoprire insieme una Madre, e con lei, tornare ad innamorarci fortemente di Gesù, a seguirlo con più gioia, a imitarlo con più ardore.

È l’augurio che ci scambiamo da queste pagine introduttive.

Che Madre Mectilde in questo anno santo, ci aiuti a seguire Gesù, ad amarlo di più. Ci faccia desiderare la santità, come lei l’ha voluta, come l’ha anelata e donata, con tutta se stessa, fino alla fine, nelle gioie e nelle pene, nelle esperienze serene e nelle angustie.

Un anno centenario è come un pellegrinaggio. Un cammino santo: vita cristiana che avanza, che si proietta in avanti, che non si ferma mai.

Anche per le monache questo vale, anche se sono chiamate ad essere stabili in monastero fino alla morte. Stabili nella clausura, nel cuore e con la vita.

E non è mancato, per qualcuna di noi, in rappresentanza di tutte le Sorelle, un ‘santo viaggio’ anche fisico, concreto, sui luoghi natali di Madre Mectilde, nella sua terra santa, in Lorena, grazie alla bella occasione dell’Assemblea Confederale, vissuta a Rosheim dal 10 al 15 marzo scorsi, che ha riunito Madri e Sorelle dai luoghi più diversi, per riconfermarci, con un unico cuore e spirito, figlie di Madre Mectilde. Un’esperienza unica e benedetta, questa dell’Assemblea Confederale, di cui sentiamo il dovere e insieme la responsabilità e la gioia missionaria di rendere conto: per questo abbiamo dedicato in questo numero uno spazio apposito alla cronaca sull’evento.

Un anno giubilare è grazia di conversione e festa di Vita che si rinnova nella Chiesa, non solo una bella commemorazione.

È tempo di purificazione, di revisione, di rinnovamento: nell’Istituto, nelle Comunità, e per ciascuna di noi.

La nascita ed il battesimo della nostra Madre, che insieme ricordiamo, per ridare a Cristo il nostro cuore, per ri-accordare tutte insieme il nostro cuore su quello di Cristo, secondo lo spirito ed i desideri della nostra fondatrice, sono date che incidono, che segnano nel profondo la nostra vita, sempre e di nuovo, in quella del Signore. È un ripartire da Lui, per riapprendere la nostra identità più bella, e comunicarla. Buon anno mectildiano a tutti, allora, nella gioia di sentirvi partecipi dei doni che giorno dopo giorno riceviamo.


 

[1] C. MECTILDE DE BAR, Consacrazione delle nostre anime compiuta da Gesù Cristo nel santo sacramento del battesimo, in IDEM, Lettere di un’amicizia spirituale 1651-1662, Àncora, Milano 1999, p. 87.

[2] Ibidem, p. 89.